

Il progetto di quest’anno presenta la necessità di ideare una connessione tra spiaggia e lungomare, divisi da un muretto che ostacola la transizione da uno stato all’altro; si potrebbe definirlo come una linea di confine, non sempre facile da valicare.
In questo senso, l’installazione che abbiamo concepito nasce dalla volontà di voler sottolineare temi oggigiorno scottanti quali le frontiere e la migrazione, attraverso l’utilizzo di una struttura che non solo svolge la funzione di connettore ma che possa far riflettere appunto sull’importanza della libertà di movimento.
L’insediamento della struttura a ridosso del muretto crea innanzitutto un punto di riferimento distintivo e visibile lungo il waterfront; la ‘scalinata’ della piramide favorisce la sosta e l’aggregazione offrendo prospettive nuove dal quale ammirare il paesaggio così come una piattaforma per funzioni inedite come spettacoli e giochi per i più giovani.
Costruita interamente da ‘mattoni’ di sabbia, l’installazione sfrutta l’abbondanza del materiale presente sulla spiaggia per rafforzare il proprio legame al contesto risparmiando sul costo del materiale.
La piramide ai tempi degli Egizi rappresentava il ‘luogo dell’ascensione’ ovvero simboleggiava la scala, il mezzo per transitare verso il cielo. Allo stesso modo, il taglio che spezza l’installazione in due, connette il lungomare alla spiaggia, transizione nella quale il visitatore viene risucchiato nella piramide per poi rispuntare oltre l’ostacolo. Il contrasto tra il passaggio stretto e l’esterno dettato da colori e materiali diversi, ha la funzione di creare un esperienza di smarrimento;